UN PERCORSO ILLUMINANTE

PREMESSA
Mi chiamo Emanuela Colavita e da sempre la mente umana e la psiche mi hanno
affascinata, per tale ragione ho iniziato gli studi di Psicologia ad Urbino ma dopo anni ho
sentito che solo questa formazione non mi bastava così è iniziata la mia ricerca di corsi
alternativi che potessero completare il mio percorso formativo.
Una persona a me cara, mi ha consigliato di provare il corso di EFT-i e spinta dalla mia
curiosità mi sono decisa a provare.
Devo ammettere che il percorso formativo è stato davvero illuminante e ha completato
diverse parti della mia conoscenza di fondamentale importanza.
Ho potuto sperimentare su me stessa la tecnica con risultati positivi sull’equilibrio delle mie
emozioni ma in modo particolare ho potuto constatare la capacità di indirizzare il mio
corpo nella gestione del dolore attraverso la tecnica ‘generativa’.
In occasione di un appuntamento fissato dal dentista, decisi di utilizzare la tecnica
considerato che quello precedente era stato traumatico.
Avendo avuto il ciclo mestruale, il dottore, ci mise un’ora per la pulizia dei denti a causa
del dolore che provai ad ogni suo intervento e per colpa di una notevole perdita
sanguigna.
Il nuovo appuntamento cadeva sempre nel mio periodo mestruale ed avendo già spostato
diverse volte l’impegno decisi di andare lo stesso ma di applicare la tecnica ‘generativa’.
Prima dell’appuntamento feci diversi giri di EFT generativa chiedendo al mio corpo di
attivare ogni sua funzione affinché non provassi alcun dolore durante la pulizia dei denti e
che non avessi troppa perdita di sangue.
Con mio enorme stupore non senti alcun dolore e la perdita ematica è stata nella norma,
perfino quando il dottore mi disse: “considerato che dovrò andare più a fondo e
sicuramente ti farò del male, avvisami subito”
beh…. Non sentii nulla nemmeno in quel momento e anche lui se ne meravigliò.
Uscii camminando un metro da terra, stupita ed estasiata per quanto fosse avvenuto….

PRIMO CASO:
“INCONTRO RAVVICINATO DEL TERZO TIPO CON LA PAURA”
Primo incontro:
Anna, una ragazza di trentacinque anni, espone molto sinteticamente la sua incapacità di
gestire l’ansia, il senso d’impotenza, la mancanza di controllo degli eventi, la paura
dell’ignoto e la sua fobia per gli insetti.
Dopo aver annotato le sue difficoltà, iniziai a spiegargli in cosa consiste la tecnica di EFT-i
(Emotional freedom tecniques)
Iniziai asserendo che la tecnica si ispira ai principi della Medicina Tradizionale Cinese la
quale sostiene che il corpo sia attraversato dai meridiani: percorsi o canali energetici
all’interno dei quali scorre l’energia vitale, il Qi. Se l’energia è libera di fluire liberamente
all’interno dei canali e dell’organismo, la persona è in salute e non ha particolari problemi.
Quando, invece, subentrano dei blocchi nel fluire dell’energia e degli squilibri nel sistema
energetico, compaiono disturbi fisici o problemi emozionali. In questo caso, bisogna
intervenire rimuovendo gli ostacoli, così che il Qi torni a scorrere nuovamente in maniera
libera.
In che modo? Intervenendo su determinati punti situati lungo i meridiani energetici.
Ebbene EFT agisce proprio eliminando questi blocchi attraverso il picchettamento,
utilizzando le dita della mano, di determinati punti che corrispondono o al punto di inizio
del meridiano o al punto di fine.
Dopo essermi accertata che il concetto fosse arrivato chiaramente e dopo aver effettuato
due/tre giri di prova della tecnica, iniziai il nostro incontro chiedendogli: se ti soffermi a
focalizzare un evento od una situazione, cosa ti provoca più ansia?
Anna dopo aver preso del tempo per riflettere rispose che tutto ciò di cui non ha il controllo
gli provoca un elevata inquietudine.
Le chiesi, “se potessi dare un voto, da 0 a 10, alla tua ansia cosa diresti?”
Direi che è un 8, rispose lei.
Iniziammo quindi a fare il primo giro di EFT inserendo la frase, durante i giri: “Anche se,
difronte a situazioni di cui non ho il totale controllo o non riesco a gestire gli eventi, provo
un’emozione forte d’inquietudine, io mi amo e mi accetto con tutte le mie emozioni”.
Al termine del giro, verifico a che punto sia il livello della sua ansia ed Anna asserisce che
ora è scesa notevolmente ad un livello 4 e che prova un senso di piacevole benessere.
Proseguiamo con un secondo giro variando la frase e asserendo: “Anche se ancora la mia
ansia non è diminuita totalmente, tutto questo può cambiare e cambia proprio in questo
momento che l’osservo perché io intendo che cambi”
Dopo aver pronunciato questa frase mi accorgo che Anna fa un gran sospiro e poi sorride
e alla fine del giro gli domando: “Come ti senti?” Anna asserisce di sentirsi decisamente
meglio rispetto all’inizio dell’incontro anche se un sottofondo di irrequietudine ancora la
percepisce.
Intervengo chiedendogli “Qual è lo scenario peggiore che immagi possa accaderti se ti
trovi a non aver il controllo sugli eventi?”
Anna rispose che lo scenario peggiore che s’immagina è quello di venire sopraffatta dagli
eventi stessi.
In risposta a questa sua affermazione le chiesi: “se ripensi agli eventi che ti sono accaduti
nel passato, c’è un ricordo in cui ti sei trovata ad essere sopraffatta da essi?
Anna, dopo un momento di riflessione, mi rispose:” Effettivamente no, me la sono sempre
cavata”.
Terminato l’incontro ci siamo salutate e abbiamo fissato un successivo appuntamento per
valutare cosa sarebbe accaduto nel periodo in cui non ci saremo viste.
Secondo Incontro:
Anna, dopo i convenevoli, mi racconta che le due settimane in cui non ci siamo viste ha
avuto un’esperienza molto strana.
Ribadendomi di avere una forte paura degli insetti, in particolare le cavallette, a tal punto
da scappare appena percepisce la loro presenza, esprime di aver avuto un’esperienza che
l’ha stupita.
Mi racconta che una cavalletta piccola gli si è appoggiata sul petto e che lei con estrema
serenità si è limitata a spostarla con la mano.
Questa cosa l’ha meravigliata, considerato che nell’incontro precedente, a suo avviso, non
avevamo affrontato l’argomento.
Le spiego che non è del tutto vero, asserisco che indirettamente l’ho portata ad affrontare i
suoi timori e che questi non sono slegati dalla paura che prova per le cavallette.
Lei tutta entusiasta mi spinge ad affrontare direttamente il problema, così iniziammo a fare
qualche giro di EFT e alla fine gli domando: “Qual è la cosa peggiore che immagini se una
cavalletta ti saltasse addosso?”.
Lei, dopo aver brevemente riflettuto, sostenne che in effetti non sono animali così
pericolosi da temere il peggio e che razionalmente non si riesce a spiegare perché prova
paura.
Effettuammo qualche giro di EFT-i focalizzandoci sul suo panico irrazionale arrivando ad
esprimere: “Anche se provo paura per questi insetti quando in realtà sono loro ad essere
terrorizzati da me, io mi amo e mi accetto con tutte le mie paure”
Anna dopo aver espresso la frase scoppiò in una risata liberatoria e dopo aver terminati i
giri, asserì di sentirsi sciocca nell’aver provato tali sentimenti e che ora si sentiva bene.
Restammo in accordo di vederci un’altra volta per verificare i risultati nel lungo termine.
Terzo incontro:
Anna, dopo tre settimane che non ci vedevamo, mi abbracciò forte e mi disse: “Non hai
idea di cosa mi sia successo, sono euforica”
Ho avuto un altro incontro ravvicinato del terzo tipo con una cavalletta…. E sorrise con
occhi grandi ed entusiasti.
Continuò dicendo, ‘sono riuscita, senza aver posto l’attenzione tant’è che me l’hanno fatto
notare i miei amici che sono a conoscenza della mia paura, ad accarezzare una cavalletta
per altro più grande di quella precedente’…
Così spontaneamente le ho chiesto: cosa ti ha spinto a farlo?
Anna mi ha risposto dicendomi che le aveva fatto tenerezza, era così carina, disse…
Conclusioni:
Con Anna ci siamo viste in altre occasioni per affrontare altre tematiche ad ogni incontro le
ho chiesto come andasse la sua paura e tutte le volte mi ha confermato che non la prova
più.
Le ho spiegato che un altro benefico effetto della tecnica di EFT è che tutto ciò che ci fa
collegare la paura a quell’insetto, nel suo caso specifico, ma anche le nostre emozioni
legate ad un evento traumatico o infelice vengono sovrascritte e per tale ragione non
torniamo più a provare quelle emozioni spiacevoli associate a quell’episodio.

SECONDO CASO:
“L’INIZIO DI UNA SVOLTA DEFINITIVA”
Primo incontro:
Rosa, una donna di 45 anni, mi espone la sua necessità di introdurre le proteine della
carne nella sua dieta perché lo ritiene necessario per aumentare la sua massa muscolare
ma di non riuscire a toccarla ormai da più di venticinque anni e di provare disgusto solo a
sentirne l’odore.
Essendo, Rosa, a conoscenza di EFT-i considerato che sono anni che la pratica, salto le
spiegazioni della tecnica ed inizio l’incontro chiedendole qual è stato l’episodio che ricorda
averla portata a non voler più mangiare la carne.
Mi riferisce che non la mangia più da quando ha chiuso i rapporti con un suo ex ragazzo.
Dopo avermi raccontato nei dettagli la sua relazione conclude dicendomi che prova per la
carne lo stesso disgusto che era arrivata a provare per il suo ‘Ex’.
Iniziammo a fare qualche giro di EFT-i focalizzandoci sul disgusto che ha provato per il
suo ‘Ex’ e per quello verso la carne.
Dopo due/tre giri le chiedo come si sente e risponde che le è venuto in mente che tutti gli
uomini che aveva incontrato fino ad ora erano più o meno con le stesse caratteristiche del
suo ex ragazzo e che probabilmente il suo disgusto è legato proprio a quel genere di
personalità.
Proseguiamo con altri due/tre giri di EFT-i focalizzandoci sul disgusto relativo quel tipo di
personalità maschile accettando tutte le sue emozioni e lasciando andare qualsiasi
pensiero che collega la sua avversione per la carne.
Rosa alla fine dei giri fa un gran sospiro liberatorio ed esprime il suo sollievo.
Ci salutammo accordandoci in un successivo incontro per verificare gli accadimenti.
Dopo tre giorni dal nostro primo appuntamento….
Rosa, mi inviò una foto di un enorme hamburger e mi scrisse che stava mangiando la
carne di pecora e che aveva le lacrime agli occhi per la gioia, ‘non potevo crederci’ mi
disse…
Le risposi che ne ero entusiasta e molto felice, anch’io rimasi sorpresa della velocità con
cui Rosa ebbe riscontro, perciò, restai in attesa di verificare nel successivo incontro se si
trattasse di un singolo episodio oppure era l’inizio di una svolta definitiva.
Secondo incontro:
Rosa, dopo i saluti di rito, mi conferma che da quel giorno, in cui mi aveva inviato la foto,
ha proseguito a mangiare la carne e ogni successivo giorno sempre meno elaborata.
Conclusioni:
Con Rosa ci siamo viste e ci stiamo vedendo per altre tematiche e non molto tempo fa le
ho chiesto come andasse con la carne e tutta entusiasta mi riferì che stava continuando a
mangiarla senza problemi e che tutte le emozioni di disgusto che provava verso il suo ex e
gli uomini simili a lui ora non esistevano più e al suo posto provava compassione e
tenerezza.
Le dissi che poteva ritenere sovrascritte le sue emozioni, passate, legate alla carne e al
suo ex e che poteva essere fiera di sé stessa e dei suoi progressi.
CONCLUSIONI PERSONALI SUL PERCORSO FORMATIVO:
In conclusione, di questo illuminante percorso, posso asserire fermamente che mi
aspettavo avrei ottenuto esiti positivi dai casi seguiti ma mai avrei immaginato un riscontro
così veloce e di risoluzione definitiva….
Sono felice di aver seguito il mio istinto che mi ha portato ad una ‘nuova’ svolta evolutiva
della mia vita non solo personale ma anche lavorativa.
Ringrazio Andrea Fredi, insegnante preparato e paziente, ringrazio la mia famiglia e i miei
amici che mi hanno supportata in questa piacevole esperienza e un ringraziamento lo
devo anche a me stessa per la resilienza, l’impegno e la costanza in questo percorso
formativo.
“Ogni percorso evolutivo, che l’individuo sceglie di realizzare, nel corso della propria vita,
può essere considerato come un viaggio all’interno di sé stessi, in cui tutti gli aspetti, legati
alle diverse dimensioni della personalità, relativi soprattutto al corpo emotivo e mentale
vengono esplorati, rendendoli sempre più consapevoli e portandoli alla Luce.”
Auguro a tutti tanta Luce durante il vostro viaggio, che è la vita….

EMANUELA COLAVITA

Rimini e San Marino

347/6953233

emanuela.colavita@gmail.com