TESINA EFT INTEGRATA
RINASCERE OLTRE LO SPAZIO E IL TEMPO
Ricercatrice instancabile dell’animo umano e delle chiavi per scendere nelle sue profondità, due anni fa incontro Andrea Fredi e la sua EFT integrata (EFT-i).
Per ‘caso’, in quel momento Andrea stava aprendo un innovativo percorso dedicato ai professionisti della relazione di aiuto, quale sono io, che era esattamente quello che stavo cercando.
La formazione, infatti, per come era stata pensata, prevedeva incontri individuali dove apprendere la tecnica in maniera approfondita in modo da poter lavorare sia con i clienti sia contemporaneamente portare avanti un lavoro su di sè a ritmo sostenuto.
Non potevo trovare di meglio.
Ad oggi, con EFT-i ho fatto un lungo tratto di strada, sia personale, con me stessa, che con molti dei miei clienti, utilizzandolo spesso durante le sessioni di counseling intuitivo che conduco da circa dieci anni.
Ho finito gi incontri della formazione con Andrea un anno fa e da allora non mi sono più fermata. Ho preso un poco più di tempo per scrivere la mia tesi, non solo per sperimentare la tecnica e renderla completamente mia, ma anche perché, applicando su di me EFT-i, in effetti il mio lavoro è cresciuto esponenzialmente.
Ci sono diversi motivi per cui mi sono appassionata da subito ad EFT-i.
Il primo e più importante è il suo approccio creativo – intuitivo. Questo perché, secondo la mia esperienza e la visione che coltivo, la guarigione interiore e il fiorire della coscienza vengono supportate fortemente dall’interrelazione tra operatore e cliente, in questa relazione è fondamentale la presenza del canale creativo – intuitivo che apre a possibilità immense di dialogo cuore a cuore tra le parti.
In secondo luogo, mi ha colpito e affascinato moltissimo la possibilità che EFT-i porta di accedere e interagire con contenuti della coscienza sopiti da tempo, che emergono giro su giro spontaneamente, consentendo al proprio animo di rimettere in ordine e dare un giusto peso, dimensione e spazio a sensazioni, avvenimenti, visioni, paure e a tutto ciò che appare a flusso nell’istante dell’apertura.
Lavorando con EFT-i , una grande quantità di informazioni vengono metabolizzate – mettendo in pace e aggiornando il sistema nervoso – in un lasso di tempo ridotto.
Non solo affascinante, ma qualcosa che rende la sessione di EFT-i un lavoro di pura arte dell’essere. Un’arte che mi ricollega al cuore della sacra e antica maieutica socratica.
Grazie quindi ad Andrea del lavoro che ha portato alla luce, del lavoro fatto insieme, dell’apertura, del confronto, della creatività e del cuore che ha messo nella formazione.
Ed ora arriviamo alla parte pratica.
I casi di cui potrei scrivere sono molti, ma ne ho scelto uno dove la presa di coscienza avuta attraverso il lavoro con EFT-i ha portato la persona da uno stato di simil depressione a riconnettersi con la propria forza vitale.
Da testimone, attraverso il percorso durato circa tre mesi, ho visto un’anima rinascere e fiorire.
Quando Alessandra M. ha bussato alla mia porta stava cercando il motivo del suo malessere profondo, della perdita di senso della sua vita, che da un pò di tempo la tormentava.
Alessandra non riusciva a comprendere cosa le stava accadendo di punto in bianco, dal momento che aveva (e ha tutt’ora) creato una bellissima famiglia, con un marito affettuoso e presente e tre bellissime figlie di 10, 6 e 4 anni.
Era ormai un mese che si svegliava la mattina senza forze e senza scopo. Faceva finta che tutto andasse bene, ma davanti a lei la giornata incombeva e la fatica più grande era arrivare a sera. Aveva concluso da circa un anno un percorso psicoterapeutico che le aveva indicato importanti consapevolezze, ma sentiva di non essere riuscita a connettersi al nucleo di se stessa. Sapeva tante cose di lei, aveva unito dentro di sé eventi, persone e luoghi del suo passato, aveva ricordato, mappato la sua vita, ma le rimaneva un senso di inquietudine e inadeguatezza interiore che nel percorso con la psicoterapia non era riuscita a trasformare.
Ed ora una nuova profonda crisi.
Prima di iniziare il nostro lavoro insieme, Alessandra mi disse con una spiccata consapevolezza che questo vuoto interiore che sentiva e di cui aveva paura le stava indicando delle porte mai aperte e che ora il dolore che viveva la stava conducendo per necessità oltre quel muro. Dopo la sua esperienza con la psicoterapia voleva esplorare altre strade di auto-conoscenza e trasformazione interiore.
Con queste premesse, siamo partite insieme per un viaggio luminoso e ricco.
Del percorso di Alessandra, in cui ho utilizzato per tutto il tempo EFT-i, descriverò in particolare la prima sessione in quanto chiave di volta di tutto il processo del suo ritorno alla luce, che è durato tre mesi.
Inizialmente, la mia intenzione era di aprire i lavori delicatamente, sapendo che dentro il ‘vuoto’ che si crea nel senso di vivere di una persona abitano nuclei di dolore (le famose capsule spazio – temporali) molto importanti.
In realtà, Alessandra si presenta dicendo che in quel giorno in particolare si sentiva sotto una incudine, peggio di sempre e che era già tanto se era riuscita a presentarsi all’incontro (via zoom).
Secondo la mia esperienza, quando la cliente arriva con un’immagine così potente e chiara – in questo caso ‘essere sotto una incudine’ – il lavoro ha già una ottima base per poter avanzare con potenza e flusso. E così ho colto il suggerimento del suo sentire e siamo partite sul punto Karate con ‘Anche se mi sento sotto un macigno e questo stato mi affossa e mi atterra e non ho le forze di fare nulla, mi amo e mi accetto al massimo che posso ora’.
Abbiamo ripetuto un paio di volte la frase, picchiettando il punto Karate e già cominciavano i sospiri profondi, che sembravano provenire da una cantina buia e dimenticata.
Osservando bene Alessandra e rimanendo in stretto contatto con lei, avevo in me la piena certezza che il fiume sarebbe esondato da lì a poco, ma che stavamo costruendo insieme – con i picchiettamenti sui punti – nuovi potenti argini in cui farlo defluire, permettendo ai tesori che portava di essere depositati a riva e rimessi al loro posto. L’immagine dell’incudine e le sensazioni che provocava ci hanno accompagnate per due o tre giri della sequenza, in maniera molto presente ed efficace, fino a che Alessandra sostituisce spontaneamente la parola incudine con ‘il suicidio di mia nonna’.
Seguo il flusso che si è aperto in maniera inaspettata e significativa e stimolo con frasi aperte del tipo ‘il suicidio di mia nonna all’età di … ’, in modo che Alessandra in pieno pianto potesse ricondurre la sua attenzione sul centro spazio – temporale e nel qui-e-ora e, contemporaneamente, per aiutarla a schiuderne in maniera fluida diversi aspetti. Così facendo, man mano riportandola a portare alla luce i fatti conosciuti relativi all’evento, si sono dischiuse immagini, parole, ‘non detti’, che l’intera famiglia di origine aveva custodito per anni e che facevano parte del vissuto interiore e anche delle memorie inconsce di Alessandra fin dalla sua nascita (se non prima).
Durante i successivi giri, abbiamo dato enfasi e peso alle parole ‘suicidio’, ‘morte improvvisa’, ‘mamma’, ‘nonna’, ‘figli’, ‘figlie’, ‘dolore’, ‘non farcela più’ e via dicendo, parole che arrivavano spontaneamente da lei e da me, come se avessimo vissuto insieme quell’evento, che in realtà era lontano e non riconducibile a ricordi di vita vissuta personale sia per lei (il suicidio era avvenuto appena dopo il parto di quella che poi divenne sua madre) che ovviamente per me.
Quando Alessandra, dopo un po’ di tempo, ha ricominciato a respirare in maniera naturale, senza più pianto, né singhiozzi, abbiamo concluso la prima sessione con un giro di EFT-i generativa, in cui abbiamo chiarito e dato forza ai confini tra la vita positiva che aveva costruito Alessandra e quello che, invece, era accaduto a sua nonna, con due frasi come ‘anche se mia nonna ha avuto un destino amaro e da qualche parte lo ha scelto, la verità è che la mia vita è luminosa e bella, ricca e piena di gioia e bellezza che ho scelto e continuo a scegliere’.
La libertà di seguire la direzione del flusso di coscienza e dei suoi preziosi indicatori, quali immagini, memorie, sensazioni che immancabilmente si schiudono durante le sessioni di EFT-i, ci ha permesso di svelare l’identità e la portata del primo peso che stava collassando nella vita di Alessandra, la quale a fine sessione si era resa conto che in quel tempo non stava vivendo solo un suo vuoto interiore, un suo personale dolore, ma quello della nonna morta tanti anni prima di depressione post partum, a seguito del parto di sua madre, la terza figlia, e la confusione, il blocco e la disconnessione che ne seguì in famiglia.
Non abbiamo indagato sulle motivazioni per cui lei si era presa carico di tutto questo e del perché proprio ora ne risentiva fin nelle sue cellule, semplicemente, una volta portata alla luce e metabolizzati i contenuti annessi all’evento remoto, al sopraggiungere di un profondo senso di benessere è stato spontaneo accettare che ciò era avvenuto e basta.
Tutto il resto non serviva.
Inutile dire che entrambe abbiamo concluso questa prima sessione impressionate, commosse dalla potenza del processo e grate.
Per quanto riguarda il mio lavoro con EFT-i, non è stata né la prima, né l’ultima sessione in cui memorie trans-generazionali si sono affacciate dietro un malessere generico e non riconducibile a un vissuto personale del cliente.
Questa di Alessandra ne è una bellissima testimonianza.
Con Alessandra ogni sessione successiva è stata fortemente intensa e collegata all’evento della nonna in maniera trasversale. In pratica nella prima sessione è stato trovato il diamante, nelle successive il diamante è stato ripulito da tutto ciò a cui era connesso nella coscienza profonda della sua custode.
La quantità di contenuti relativi alla storia della nonna – paure di essere madre, di essere figlia, di sentirsi in grado di portare avanti una famiglia, di trovarsi improvvisamente da sola a fare tutto … – che è stata in grado di far emergere da sotto l’iceberg e metabolizzare attraverso EFT-i, mi ha sorpresa e meravigliata.
Mi sono sentita una testimone privilegiata.
In breve, alla capsula congelata spazio – temporale – trans-generazionale che si era creata in famiglia con il suicidio della nonna, si erano unite in Alessandra a grappolo le memorie sue, quelle di sua madre, memorie profonde connesse al tema ‘madre e figlia’, con relative credenza bloccanti e limitanti.
Memorie e credenze, di cui abbiamo trattato con EFT-i le più forti e spiazzanti quali: ‘non sono in grado di andare avanti’, ‘non ho le forze’, etc..
Spesso durante il processo sono stati utili interventi indirizzati alla presa di responsabilità sulla propria vita, al fatto che Alessandra era un agente fondamentale della propria vita, questo è stato fatto spesso attraverso la frase ‘ma la verità è che tutto ciò può cambiare e il cambiamento dipende da me’. Frase che è molto efficace quando sono stati portati a galla sensazioni di malessere collegate a una sensazione o credenza ben radicate nella persona. Nel caso di Alessandra, infatti, in risposta al suo vissuto percettivo, si era generata la credenza di ‘non farcela come non ce l’aveva fatta sua nonna’ . Una volta riconosciuto e metabolizzato il fatto che la sua vita al momento presente non presentava caratteristiche drammatiche come quella di sua nonna (che passava molto tempo da sola con tre figlie, di cui una appena nata), è stato facile e ovvio prendere coscienza che lei, invece, poteva fare diversamente.
Senza entrare ulteriormente nei dettagli delle successive sessioni di Alessandra, concludo riportando le sue stesse parole a seguito del processo che abbiamo portato avanti per 3 mesi: ‘è meraviglioso vedersi rinata come figlia, accettata come madre, essere una nipote e soprattutto ricominciare da donna’.
CONCLUSIONI
Come dicevo all’inizio della tesina, molti sono i casi concreti che in questo intenso anno mi hanno permesso di esplorare a fondo il metodo di EFT-i durante le sessioni individuali con le persone.
Ma il primo assoluto caso di ‘successo’ nella mia esperienza, in effetti, sono io.
Quando ho incontrato Andrea e l’EFT-i, sentivo che il mio lavoro si stava preparando a decollare, era come una forza dirompente nella mia vita che mi portava a un intimo stress non indifferente, perché molte erano le forze opposte e contrarie a questa corrente. Stavo cercando un metodo che mi aiutasse a lavorare sui miei conflitti interiori di madre appassionata e di lavoratrice appassionata. Soprattutto cercavo una metodica che mi permettesse di lavorare anche da sola in maniera approfondita.
Essendo madre di due figli di 10 e 5 anni (all’epoca), e a mia volta figlia di una mamma che ha dedicato gran parte del suo tempo a un lavoro che amava moltissimo, da quando avevo abbracciato interamente il mio lavoro di ‘cura dell’altro’, vivevo una profonda paura di trascurare i miei bambini e di ripetere quello che avevo vissuto io stessa da piccola.
Una storia molto lineare apparentemente, ma da cui, attraverso il lavoro con EFT-i e la sua caratteristica di lavoro a strati, sono emersi molti punti legati a questo tema che non erano mai venuti alla Luce con tanta chiarezza.
In pratica, le 16 sessioni individuali di formazione e tutto il lavoro che con EFT-i ho fatto tra un incontro e l’altro, mi hanno aiutata a sciogliere conflitti interiori relativi a questo importante tema e mi hanno permesso di procedere per la strada che mi ero prefissata, cioè di essere una madre appagata e una donna realizzata nel suo lavoro, che sa suddividere equamente il suo tempo tra un ruolo e l’altro.
Sulla traccia di quel senso di abbandono che avevo sofferto da bambina, in cui mia madre e mio padre spesso erano in viaggio per lavoro, il mio rischio era quello di non saper discernere tra il giusto tempo per stare con i bambini e il giusto tempo per lavorare, eccedendo soprattutto con il primo, rinunciando perciò a quella che sento una missione vitale per me, che è aiutare gli altri a crescere.
L’effetto collaterale di questo lavoro su di me con EFT-i, appena finita la formazione, è stato dirompente.
Il mio lavoro è naturalmente triplicato, non solo le sessioni online ma anche quelle in presenza. Una volta ripulito lo specchio, ogni evento si è manifestato spontaneamente, aprendo la mia interiorità e schiudendone le possibilità. EFT-i è stato un potente mezzo di aiuto di questo processo.
Sono riuscita ad aprire la porta a un nuovo flusso, una nuova realtà, perché finalmente ero pronta interiormente a fare ciò che desideravo da tempo.
Ci sono molte qualità in EFT-i. Desidero soffermarmi sulla natura creativa del metodo, quella che mi ha attratto di più e per cui mi sono appassionata alla tecnica.
EFT-i ti lascia spazio per procedere secondo un personale flusso intuitivo, ma allo stesso tempo ti offre una radice solida attraverso cui muoverti durante la sessione.
Essendo io un’intuitiva e avendo impostato da sempre le mie sessioni su questo potenziale, EFT-i è per me una grande alleata, soprattutto nelle sessioni online.
Non appena si inizia a lavorare su un tema esposto nella prima parte della sessione, cominciano a emergere molte informazioni dal campo di coscienza delle persone, che grazie al picchiettamento e alle frasi generate, vengono accompagnate nel loro risalire a galla secondo le tempistiche di metabolizzazione del cliente. Il cliente in questo modo ha la possibilità di accedere alla propria consapevolezza in maniera diretta, dolcemente guidato, senza che le informazioni che arrivano dall’interno, attraverso immagini, ricordi dolorosi, sensoriali, cinestesici o altro lo travolgano. Se si lavora con presenza, il processo di ‘venire a galla’ e di trasformazione avviene in maniera simultanea, precisa e guidata dal ‘campo’. L’operatore non fa che sostenere il processo, immergendosi nell’ascolto profondo di ciò che sta avvenendo al suo interno e ha l’opportunità di essere guida e allo stesso tempo di essere guidato dall’informazione emergente con grande chiarezza. Inoltre ha a disposizione molte ‘sotto – tecniche’ – create e proposte da Andrea – che vanno dalla trasformazione di forme pensiero vere e proprie, all’attenzione al respiro, piuttosto che alla possibilità di trattare memorie antiche e dolorose trasformandole in un filmato o in un racconto. Fino alla potenzialità di dissolvere dolori fisici o allergie, facendone emergere il contenuto psichico compresso all’interno.
Questo modo di procedere permette lo schiudersi di un incanto, in cui nulla è forzato, tutto è ‘cogliere’, di cui anche il cliente stesso è testimone. Niente emerge se non si è pronti, molto emerge quando lo si diventa.
E quando, attraverso il lavoro, si diventa testimoni del proprio vissuto, avviene appunto ‘per incanto’ la trasformazione interiore.
Il fuoco brucia da dentro, non da fuori, e trasmuta.
La coscienza, la consapevolezza trasforma e trasmuta, EFT-i, quindi, prima di tutto e secondo la mia esperienza, è un mezzo che permette un processo attivo di coscienza, diventa una porta di accesso a un più alto potenziale di se stessi.
Francesca Giomo
Operatrice EFT-i Master
3488014585
