Paura degli ambienti chiusi

Gianna è una donna di 46 anni, alta circa 1,70 m. Ha un viso dolce e grandi occhi celesti, e porta
sempre i capelli corti, un po’ come un ragazzo. Il suo abbigliamento, composto da pantaloni e
maglie, riflette il suo modo di essere. È una persona molto pacata e dolce, anche nel modo di
parlare, e ha un atteggiamento aggraziato, anche se presenta una corporatura un po’ robusta,
soprattutto nella zona del bacino e delle cosce.
Il nostro percorso è cominciato casualmente, trattando inizialmente altri disturbi, e gradualmente ci
siamo avvicinati al motivo delle sue frequenti emicranie, che accompagnavano anche l’ansia e la
sensazione di soffocamento, fino ad arrivare alla claustrofobia in alcuni ambienti.
Durante il primo incontro, ci siamo concentrati sulle tecniche di shiatsu abbinate all’EFT. Questa
sessione ha permesso a Gianna di entrare in contatto con la sua paura del soffocamento, ripercorrendo
il ricordo di quando, da bambina, era caduta in una tinozza di latte e aveva cominciato a sentire la
mancanza di aria. Abbiamo lavorato sulla paura di essere immersa nel liquido.
Nel secondo incontro, abbiamo analizzato il ruolo del padre come figura autoritaria nelle sue idee su
come dovesse crescere la figlia e su come dovesse condurre la sua vita. Gianna ha rivelato che il
padre la valutava non come una femmina, ma come un maschio. Durante la sessione, è emersa
l’immagine della nonna materna, che era molto autoritaria nei confronti del figlio. Gianna ha
commentato che il padre si comportava in modo simile anche con lei e sua madre, ma non con suo
fratello. Ha inoltre espresso la sensazione che l’atteggiamento del padre nei confronti delle donne
fosse vendicativo, legato a ciò che aveva subito dalla madre.
Al terzo incontro, Gianna ha avuto l’opportunità di esercitarsi e riflettere. Durante le sessioni
praticate a casa, è emersa la sua femminilità repressa. Lavorando con EFT, la rabbia nei confronti
del padre per averle negato la sua femminilità e libertà come donna è emersa, così come i suoi
desideri lavorativi e la necessità di esprimersi in questo campo.
Il quarto incontro si è svolto a distanza di una settimana dall’ultimo, e abbiamo riaffrontato il ruolo
del padre nella sua vita di donna. Gianna ha parlato di come, nonostante le sue capacità e i suoi
studi, il padre non credesse che potesse mai diventare biologa, influenzando così la sua decisione di
lavorare come impiegata commerciale. A queste affermazioni, Gianna ha avvertito un nodo alla gola
e una sensazione di soffocamento, esprimendo: “Mi sento soffocare nell’esprimermi come donna e
mi sento castrata nei miei desideri lavorativi!”. Qualche giorno dopo questa sessione, Gianna si
accorse di non provare più il senso di soffocamento e paura entrando nella porta girevole di una
banca, come invece accadeva in passato.
Nel quinto incontro, dopo aver ricevuto buone notizie, abbiamo continuato a lavorare sulla figura
paterna e sul suo rapporto con la sfera femminile. Utilizzai un trucco per aiutarla a connettersi più
rapidamente con le emozioni: la doccia solare a chiusura manuale diventò una sorta di ascensore o
porta girevole. Iniziammo il nuovo esercizio per esplorare il suo stato d’animo, e nel corso delle
sedute, il tempo trascorso all’interno della doccia aumentò sempre più, insieme a qualche difficoltà
aggiunta, come spegnere le luci. Alla fine dell’estate, Gianna tornò entusiasta, raccontando di un
viaggio di lavoro in aereo di 12 ore per il Messico, durante il quale, a sua grande sorpresa, non
avvertì fastidi, se non per i primi cinque minuti, mentre il resto del viaggio si rivelò piacevole. Fu
molto felice di aver utilizzato il bagno dell’aereo senza alcun problema.
In conclusione, quest’anno trascorso con Gianna è stato molto interessante e illuminante, poiché mi
ha permesso di osservare come una fobia possa presentarsi con molte sfumature. Aiutare una
persona a diventare consapevole delle proprie emozioni ha facilitato il suo processo di
cambiamento, consentendole di conoscere meglio se stessa e di lavorare su questo aspetto, mentre
migliorava anche altri ambiti della sua vita. La connessione tra tutti i suoi aspetti di vita è una
lezione che alla fine Gianna ha compreso.

Sara Zanin
Operatrice EFT, MTC e coach