TESINA – EFT Tapping integrata
Caso studio di Nicole: superare la paura di parlare in italiano
Francesca Kanzian
1. Introduzione
Premessa
La decisione di intraprendere il percorso di EFT integrata e inserirlo nel mio metodo di
insegnamento dell’italiano a persone di lingua anglofona è nata dalla convinzione che
andare a lavorare sull’aspetto emotivo sia un fattore fondamentale quando si decide di
apprendere (e di parlare) una nuova lingua.
In quanto Neurolanguage Coach certificata, avevo già acquisito una profonda comprensione
del funzionamento del cervello, della Teoria Polivagale di Porges e di come le emozioni e le
esperienze passate vadano ad influenzare profondamente la capacità di apprendere una
lingua straniera. Ho infatti osservato nei miei studenti – e in me stessa prima di tutto– quanto
l’ansia possa compromettere la possibilità di esprimersi in modo fluido e naturale e di
ricordare la grammatica/le parole.
Tuttavia, ho sentito la necessità di fare un salto in più e di acquisire uno strumento “pratico”
per aiutare i miei studenti a regolare il loro sistema nervoso e a favorire il rilascio di tensioni
e ansie collegate all’uso di una lingua straniera.
Questo interesse per le dinamiche tra apprendimento e gestione emotiva, unito al desiderio
di offrire ai miei studenti uno strumento concreto per superare i blocchi derivanti dall’utilizzo
della lingua straniera, mi ha portato ad approfondire l’EFT integrata, una tecnica che ritengo
“magica”.
Un’esperienza personale di blocco linguistico
Il mio interesse per l’EFT nasce anche da un’esperienza personale che ho vissuto con
l’inglese.
Nel 2019, durante un festival musicale in Repubblica Ceca, dove volevo (consciamente)
incontrare e trascorrere del tempo con alcuni amici internazionali, sono stata sopraffatta da
un’intensa sensazione di disagio dovuta al fatto che, guardandomi intorno, avevo notato
come tutti riuscissero a comunicare liberamente in inglese. La mia paura di non riuscire a
comunicare, e soprattutto il timore di essere giudicata per il mio “accento italiano”, mi ha
spinta ad evitare i miei amici per tutta la durata del festival. Questa reazione di evitamento e
fuga, -all’epoca- la risposta protettiva più funzionale del mio sistema nervoso, è stata il primo
segnale che la mia difficoltà nel parlare inglese non derivava da una mancanza di
conoscenza della lingua, ma da una componente emotiva.
Osservando questa esperienza personale, noto che il mio organismo era stato sottoposto ad
una situazione “potenzialmente pericolosa”, causando uno scompenso nel sistema
energetico del corpo. Questo scompenso può assomigliare ad un cortocircuito elettrico, una
modalità di reazione che in un dato momento è stata funzionale (evitare i miei amici per tutto
il festival), ma che viene memorizzata come un impronta e riattivata automaticamente in
situazioni simili.
Infatti dopo quell’estate, ero stata assunta per insegnare inglese in una scuola elementare e
quindi avevo deciso di iscrivermi ad un corso intensivo di inglese, con cui ho migliorato
significativamente il mio livello di grammatica e lessico (ma non la componente emotiva).
L’estate seguente infatti, durante una visita alla mia migliore amica in Scozia, il problema si è
ripresentato.
Nonostante l’esperienza di studio e l’insegnamento dell’inglese che avevo svolto in una
scuola elementare, mi sono ritrovata nuovamente completamente bloccata, incapace di
parlare inglese davanti agli amici della mia migliore amica.
Questa volta il blocco era ancora più evidente e paralizzante.
Riguardando indietro, ho capito che il timore di fare errori di fronte alla mia amica
perfettamente fluente,e il fatto che avessi insegnato inglese e studiato per un anno, aveva
generato una reazione emotiva ancora più intensa, andando così a causare una reazione di
“zzzt”, ovvero la modalità di reazione che in un dato momento è stata funzionale, è stata
memorizzata e riattivata automaticamente in situazioni simili. Questa reazione non è
sbagliata, semplicemente necessita di un aggiornamento (Manuale di EFT-Andrea Fredi)
Questo episodio, appunto, mi ha fatto rendere conto che il problema non era una mancanza
di conoscenze linguistiche, ma una risposta del mio sistema nervoso che necessitava un
aggiornamento. Il mio sistema nervoso doveva fare un aggiornamento e associare il “parlare
in inglese” con “sicurezza”
Scoprire questa spiegazione scientifica mi ha permesso di comprendere che il problema non
era nella mia capacità linguistica. Questo mi ha subito incuriosita e mi ha motivato a
sperimentare tecniche di liberazione emotiva.
L’osservazione nei miei studenti e l’integrazione dell’EFT Tapping
Con il tempo, ho osservato che molti dei miei studenti di italiano vivevano esperienze simili
alla mia con l’inglese. Nonostante avessero una buona comprensione della lingua, al
momento di parlare si bloccavano, provando sensazioni di ansia e paura di sbagliare che li
portavano a dimenticare ciò che avevano studiato. Ho visto come, anche nei casi in cui
erano ben preparati, la semplice idea di esprimersi in italiano potesse attivare il loro sistema
di allarme, generando una tensione tale da inibire la comunicazione.
L’EFT Tapping si è dimostrato un’ottima tecnica per aiutare i miei studenti a ristabilire
l’equilibrio energetico, e ad “aggiornare” la loro risposta emotiva ad una situazione che prima
veniva percepita pericolosa.
Basato sulla stimolazione dei punti energetici del corpo attraverso il picchiettamento o il
massaggio, l’EFT aiuta a ridurre la tensione, andando a ristabilire l’equilibrio là dove
mancante. Integrando il Tapping nelle mie sessioni di coaching linguistico con l’italiano, ho
visto come i miei studenti abbiano cominciato a sentirsi più tranquilli e a esprimersi in italiano
con più fluidità, senza il timore di sbagliare.
Obiettivo del caso di studio
In questa tesina, presenterò un caso specifico di applicazione dell’EFT integrata con una
mia cliente, Nicole. Grazie alla tecnica EFT, Nicole è riuscita a superare un blocco emotivo
significativo che la limitava nel parlare italiano in una singola seduta (9 Aprile 2024),
ritrovando la fiducia e la serenità necessarie per esprimersi liberamente nella lingua e
continuare a migliorare. Descriverò il percorso che abbiamo svolto insieme, evidenziando i
benefici del eft Tapping come strumento per sciogliere i blocchi emotivi e promuovere una
maggiore sicurezza nell’uso di una lingua straniera.
2. Descrizione della studentessa e il contesto iniziale
Nicole è una donna di 42 anni di origine anglofona, la quale ha vissuto per un periodo a
Firenze durante i suoi anni del college. Nonostante avesse maturato una buona conoscenza
della lingua italiana, vivendo all’epoca a casa di una signora italiana in centro a Firenze, fu
proprio in quel periodo che Nicole ha vissuto il cosiddetto stato di “attacco-fuga” ovvero la
risposta del sistema nervoso simpatico ad una situazione di potenziale minaccia.
Infatti, le era stato richiesto di sostenere l’ultimo esame del suo percorso di studi in Italia
interamente in italiano ma il timore di non essere in grado di esprimersi correttamente
durante l’esame le causò una forte ansia e la bocciatura. Il risultato negativo dell’esame
segnò profondamente il suo rapporto con la lingua italiana, “congelando” a livello emotivo e
mentale la sua capacità di comunicare in modo sereno nella lingua straniera.
Anni dopo, Nicole decide di riprendere lo studio dell’italiano, ma questa paura continuava ad
essere presente.
Quando si è rivolta a me per intraprendere un percorso di apprendimento dell’italiano, Nicole
mi ha raccontato di essere consapevole del blocco che ostacolava il suo progresso ma non
sapeva come liberarsene. Il suo obiettivo principale infatti non era tanto quello di imparare di
più, quanto piuttosto quello di superare la paura di parlare in italiano e ristabilire una
connessione positiva con la lingua.
Abbiamo svolto la nostra seduta on-line
Valutazione dello stress iniziale
All’inizio della nostra sessione, ho chiesto a Nicole: “Mi hai detto di sentirti bloccata quando
provi a parlare in italiano. Dimmi, quando ripensi a questo blocco, come lo percepisci a
livello fisico?”. La cliente mi racconta di provare una forte tensione nel petto e a volte anche
nella gola, unita ad un senso di “pesantezza” generale e fiato corto.
Abbiamo poi esplorato il piano emotivo: “Quando pensi a questo blocco con l’italiano, quali
emozioni noti?” le ho chiesto. Sono emerse: la paura e la frustrazione come predominanti e
vi era anche presenza di vergogna.
Infine mi sono focalizzata sul livello mentale: “A livello mentale come percepisci questo
blocco con l’italiano? Quali pensieri noti?”. Nicole ha subito riconosciuto questo pensiero
predominante: “Tanto è inutile, non ci riesci”.
Incuriosita le ho dunque chiesto: “Quando senti risuonare la frase – tanto non ci riescisapresti dirmi da dove proviene? Dall’interno o dall’esterno?”
Mi dice che proveniva dall’esterno dopo essersi riconnessa con questo aspetto sensoriale, è
emerso che durante il suo periodo di studi a Firenze, era ospitata da una signora italiana
che, invece di incoraggiarla a parlare in italiano, le rispondeva sempre in inglese. Ciò la
faceva sentire frustrata e in più qualche mese dopo era stata bocciata all’esame che doveva
sostenere in italiano.
Siamo quindi andate a determinare l’intensità della problematica utilizzando la scala SUD.
Nicole ha descritto il suo livello di stress come 8 sulla scala da 0 a 10. Questo dato
evidenziava un reale blocco nel parlare italiano, al punto che anche un semplice tentativo di
esprimersi (come presentarsi o rispondere a domande semplici come “Come stai oggi?,
“Com’è il tempo?”, le causava un black-out totale a livello mentale, tensione a ridosso della
petto e fiato corto. Nonostante l’esperienza di vita in Italia e lo studio pregresso, Nicole non
era in grado di pronunciare neanche una parola in italiano.
Questo fenomeno può essere spiegato dalla risposta del circuito vagale dorsale, ed è il più
antico dal punto di vista evolutivo. Quando percepiamo un pericolo di vita, il sistema nervoso
autonomo attiva questa risposta ancestrale, provocando un vero e proprio collasso dei
sistemi e inducendo uno stato di immobilizzazione (freeze).
3. Primo giro di EFT Tapping: Riduzione iniziale dello stress
Abbiamo iniziato la seduta con un primo giro di EFT Tapping, focalizzandoci sulla sua
generale sensazione di ansia che le impediva di parlare italiano, unita in particolare
sull’immagine della signora che evocava questo senso di inadeguatezza / “tanto non ce la
fai”.
Decido allora di lavorare con EFT-i sulle credenze, con strategia Panta Rei partendo proprio
dalla convinzione “cristallizzata” appena individuata. L’ho gentilmente guidata durante
questo primo giro, in cui ripeteva le frasi dopo di me (tutte le frasi sono state pronunciate in
inglese)
Partiamo dal punto Karate: “Anche se provo quest’ansia nel parlare italiano, tutto questo può
cambiare e il cambiamento inizia da me”.
La guido poi in un paio di giri accompagnandoli con le seguenti frasi (formulate in inglese):
“Tanto non ci riesci”
“Quest’ansia che mi blocca….”
“Lascia stare”
“Questa paura di parlare in italiano…”
“è più facile se parlo in inglese…”
“è inutile”
“Parlare in italiano mi fa paura…”
Risultato del primo giro
Dopo il primo giro di tapping, ho chiesto a Nicole che cosa fosse cambiato.
La studentessa ha dichiarato che il livello di stress fosse sceso a 6. Sebbene la riduzione
dello stress ci fosse stata, anche se minima, Nicole ha manifestato una leggera distensione
e riusciva a respirare meglio e il viso appariva più colorito. A questo punto ho intuito che il
blocco emotivo era più radicato e che la paura di parlare in italiano era legata a qualcosa di
più profondo che però non era ancora emerso. Ho deciso di seguire la mia intuizione.
4. Approfondimento emotivo: Identificazione delle radici del blocco e
secondo giro di tapping
Per esplorare l’origine del blocco, ho chiesto a Nicole: “Di questa situazione cosa ti colpisce
di più adesso? Una sensazione, un pensiero, un’emozione, un ricordo…?”
Dopo un lungo silenzio, la cliente ha iniziato a parlare di suo marito (venuto a mancare
qualche anno fa a causa di un tumore), un grande appassionato della cultura italiana, con
cui aveva condiviso numerosi viaggi in Italia. Le lacrime hanno iniziato a scorrere sul suo
viso e ho capito che era necessario abbassare l’intensità emotiva di questo ricordo, per poi
destrutturarlo maggiormente.
Le chiedo dunque nuovamente: “A livello fisico cosa senti adesso che stai vedendo
l’immagine di tuo marito?” Mi dice di sentire una tensione nel petto “amplificata”.
“Quali emozioni provi adesso che è emersa l’immagine di tuo marito?”: è emerso il dolore.
Infine le chiedo: “A livello mentale, quali sono i pensieri che noti mentre sei a contatto con
l’immagine di tuo marito?” e Nicole mi risponde “Sono un fallimento”.
Giro di preparazione sul punto Karate: “Anche se provo dolore quando penso a mio marito e
quanto amasse l’Italia, io mi amo e mi accetto completamente e profondamente.”
“Questo dolore che è ancora dentro di me…”
“Questo dolore….”
“Ricordo quanto amasse l’Italia, e adesso non c’è più…”
“Mi sento di aver fallito…”
“Ogni volta che provo a parlare in Italiano, sento il peso di questo fallimento dentro di me ”
“Porto ancora questo peso dentro di me e mi sta bloccando”
“Vorrei parlare in Italiano ma questa sensazione è troppo forte”
“ Ma magari tutto questo può cambiare”
“Anche se sento il peso di questo fallimento e vergogna, scelgo di vedere le cose in modo
diverso…o almeno ci provo…”
Dopo questo giro le chiedo che cosa attirasse la sua attenzione in questo momento, e mi
dice che si sentiva più radicata nel momento presente rispetto a prima in cui si sentiva come
in una bolla. “E cosa noti d’altro?” le ho chiesto
Dopo un attimo di silenzio, mi dice che in qualche modo si sentiva responsabile per non
essere riuscita a portare avanti la passione del marito per la lingua italiana.
Conseguenze emotive del ricordo
Ecco scovata la spina: Ho capito che il blocco che provava Nicole era dato da un insieme
di “frammenti” (la bocciatura all’esame, la poca collaborazione della signora a Firenze) che
si erano collegati alla memoria del marito, generando in lei un senso di dover in quale modo
“onorare” la memoria del marito, imparando a parlare la lingua italiana perfettamente.
La paura di fare errori in italiano rappresentava per lei il rischio di deluderne la
memoria. Questa comprensione mi ha permesso di individuare la causa del blocco emotivo.
Nicole si sentiva obbligata a mantenere un livello di eccellenza nella lingua italiana,
un’aspettativa così opprimente che le impediva di lasciarsi andare nella
conversazione.
5. Terzo giro di EFT Tapping: Lavoro sull’aspettativa e il senso di colpa
Nel terzo giro di tapping, ho guidato Nicole nell’accettazione delle sue capacità attuali di
comunicare in italiano, lasciando pian piano andare la necessità di raggiungere una
perfezione immediata e la paura di deludere. Le frasi di questo giro includevano frasi come:
“Anche se il mio italiano non è perfetto, io mi amo e mi accetto completamente e
profondamente”,
“Anche se il mio italiano non è perfetto, sono al sicuro”,
“Anche se non parlo ancora italiano fluentemente, non deludo nessuno”.
“Anche se non parlo ancora in italiano come vorrei, sto facendo del mio meglio ora”.
“Sto facendo un ottimo lavoro con le mie capacità attuali”
…
Risultato del terzo giro
I cambiamenti erano ben visibili fin da subito: Nicole presentava infatti un viso più colorito,
un bel sorriso e un respiro più profondo e mi diice con entusiasmo che il livello di ansia si era
abbassato a 4.
Questo giro di tapping ha permesso a Nicole di diminuire ulteriormente il livello di stress e di
accettare l’idea che non avrebbe deluso il marito defunto anche se non fosse diventata
fluente nella lingua italiana.
6. Quarto giro di EFT Tapping: Espressione e rilascio del blocco emotivo
Nel quarto giro di EFT Tapping, ho lasciato Nicole libera di esplorare e visualizzare ciò che le
sarebbe piaciuto sentire dal marito, aiutandola a rilassarsi e a creare una connessione
emotiva positiva con la sua esperienza in italiano. Le ho chiesto “Secondo te, se tuo marito ti
parlasse ora, che cosa ti direbbe? Che cosa ti direbbe tuo marito se sapesse che stai
imparando l’italiano?” Le ho chiesto di picchiettare i punti mentre dava voce ai suoi pensieri
“Sei bravissima, sono fiero di te.”
“Nicole, ammiro la tua determinazione”
“Sono fiero di te esattamente così come sei”
“Sono così felice che stai coltivando la tua passione per l’italiano, sei un esempio per i nostri
bambini ”
“Semplicemente il fatto che ci stai provando a parlare in italiano, ti fa onore”
“Anche se hai avuto quell’esperienza a Firenze, io so che puoi parlare in italiano con
sicurezza”
“Credo in te ed è ok fare errori…tutti li facciamo”
….
Questa visualizzazione ha trasformato il blocco emotivo, portandola a sentire un calore
affettuoso e rassicurante, aiutandola a liberarsi delle aspettative rigide e autoimposte che
avevano per anni appesantito la sua relazione con la lingua italiana.
Riconnessione positiva e rafforzamento della fiducia
Durante il tapping, Nicole ha visualizzato scene in cui parlava italiano con gioia e senza il
timore di deludere. Ha immaginato momenti futuri in cui avrebbe portato i suoi figli in Italia,
sentendo che anche il marito, con calma e senza pressioni, sarebbe stato orgoglioso di lei
per l’impegno e per l’amore che stava trasmettendo ai loro figli. Il rilascio delle emozioni
negative è stato accompagnato da un crescente senso di libertà, come se il desiderio di
perfezione si fosse sciolto di fronte alla visione di un marito affettuoso e incoraggiante.
Questo cambiamento ha portato Nicole a comprendere che il marito sarebbe stato
orgoglioso di lei per il semplice fatto di condividere con i figli la cultura italiana, senza
necessità di una padronanza impeccabile della lingua.
Valutazione del livello di stress dopo il terzo giro
Al termine di questo giro, Nicole ha riferito di sentirsi rilassata e di aver raggiunto un livello di
stress molto basso, sceso a 1-2 , dall’8 iniziale.
Ha dichiarato di sentirsi in pace e pronta a continuare il suo percorso di apprendimento con
uno spirito rinnovato. Questo giro di tapping ha trasformato le emozioni pesanti in una nuova
sensazione di gioia e gratitudine, che l’ha aiutata a liberarsi dall’urgenza di raggiungere la
perfezione.
7. Quinto e ultimo giro di EFT Tapping: Leggerezza, gioia e approccio
senza aspettative
Nel quinto e ultimo giro di EFT Tapping, ho guidato Nicole verso un approccio più leggero e
giocoso alla lingua italiana, concentrandoci sul piacere di imparare senza ansie né pressioni.
Dopo aver rilasciato il blocco emotivo associato al marito, questo giro finale è stato orientato
a far emergere la parte di Nicole che si sentiva libera di esplorare l’italiano con spontaneità e
senza la paura di sbagliare. Durante il tapping, l’ho invitata a immaginare un nuovo tipo di
approccio alla lingua, in cui ogni errore diventava un’opportunità per imparare e ogni parola
un piccolo passo avanti.
Ci siamo focalizzate sulla gratitudine e sull’entusiasmo.
Le frasi scelte erano mirate a coltivare leggerezza e curiosità, come:
“Anche se non parlo italiano perfettamente, posso divertirmi nel processo,”
“Imparare è una scoperta piacevole, senza bisogno di essere perfetta.”
“Sono così felice di imparare l’italiano”
“Non vedo l’ora di tornare in Italia con i miei figli e parlare in italiano”
“Mi sento così leggera e motivata!
….
Nicole ha iniziato a sorridere, sentendo una rinnovata libertà di esprimersi, priva di ansie e di
vincoli, e a visualizzare se stessa come in un viaggio linguistico fatto di curiosità e gioia.
Risultato finale e nuova prospettiva
Al termine di questo giro, Nicole ha espresso un profondo senso di leggerezza e di gioia. Ha
raccontato di sentire una rinnovata sicurezza nel parlare italiano, come se il peso del
passato si fosse dissolto, lasciando spazio a una naturale inclinazione a provare e imparare.
Ha dichiarato di non sentire più l’ansia che prima la immobilizzava completamente, e che
invece provavaun senso di libertà e apertura.
“L’aggiornamento di sistema” è stato fatto.
Nicole era pronta a proseguire con le lezioni di italiano, senza il timore di non essere
perfetta, ma con la volontà di divertirsi e di imparare.
Il quarto giro di tapping ha concluso la sessione con un cambio di prospettiva che ha
permesso a Nicole di abbandonare definitivamente la “lotta contro l’errore” e di abbracciare il
processo di apprendimento con curiosità e fiducia.
8. Conclusioni
Risultati della seduta e sviluppi nelle sessioni successive
La sessione di EFT con Nicole ha portato a un’importante svolta nel suo rapporto con la
lingua italiana, e l’effetto positivo è stato evidente già dagli incontri successivi. Dopo aver
lavorato sulla memoria del marito e sulle aspettative inconsce che aveva interiorizzato,
Nicole ha sentito un senso di liberazione che le ha permesso di riavvicinarsi allo studio
dell’italiano con maggiore serenità e leggerezza.
Nelle successive lezioni di italiano, Nicole è riuscita a parlare per un’ora intera in
italiano, dimostrando una naturalezza che prima le era impossibile.
Ha utilizzato frasi semplici che conosceva e ha adottato un approccio pratico, chiedendo
aiuto ogni volta che non ricordava una parola o aveva bisogno di chiarimenti. Questo
atteggiamento è stato un segno evidente che Nicole aveva finalmente superato il blocco
emotivo, aggiornando la sua risposta. Infatti, invece di evitare la comunicazione per paura di
sbagliare o per il timore di deludere le aspettative, Nicole ha iniziato a vivere il processo di
apprendimento dell’italiano con tranquillità, affrontando ogni errore come un’opportunità per
migliorare e non più come un pretesto per sentirsi in colpa e “un fallimento”.
Un risultato straordinario.
Mi sento di dire che seguire la mia intuizione ed andare alla radice del blocco,
rimuovendo “la spina”, è stata la svolta e ciò che ha determinato un cambiamento
così radicale in solo una singola sessione.
Ulteriori implicazioni del cambiamento per il benessere generale
Il miglioramento di Nicole non si è limitato all’ambito linguistico, ma ha avuto un impatto
positivo anche sul suo benessere generale.
Liberata dall’idea di dover soddisfare un’aspettativa specifica per onorare la memoria del
marito, ha cominciato a esplorare nuove attività in cui mettersi alla prova senza il peso della
perfezione: ha iniziato a fare nuoto e ora si allena con passione andando 3 volte a settimana
in piscina. La consapevolezza raggiunta le ha permesso di sentirsi “abbastanza”, in grado di
avanzare nel processo di apprendimento di altre discipline senza paura.
Questo cambiamento ha reso Nicole più attiva, partecipe e curiosa, incentivandola a
continuare il percorso di miglioramento con apertura mentale e fiducia.
Conclusione generale e prospettive future
Grazie all’EFT-i, Nicole è riuscita a ripristinare una connessione autentica con la propria
passione per la lingua italiana, liberandosi dal peso emotivo che per anni l’aveva limitata.
Questo cambiamento le ha permesso di continuare il suo percorso di apprendimento senza
l’ansia di dover soddisfare aspettative esterne.
Il caso di Nicole evidenzia il potenziale di EFT-i come strumento per superare blocchi emotivi
profondi, migliorando il benessere e aprendo nuove possibilità di crescita personale.
Francesca Kanzian
EFT-i Master
Trieste
