Mi presento: mi chiamo Alessandra, educatrice di professione e nella vita !
Educare significa “trarre fuori”, o “tirare fuori ciò che sta dentro” e io faccio proprio questo; provo a “tirare fuori” i talenti, le fragilità, i punti di forza e di debolezza delle persone, aiutandole a crescere e a sviluppare le proprie capacità e potenzialità.
Ho sempre avuto la passione e la tensione verso il mondo olistico e le tecniche
energetiche e la prima tecnica energetica conosciuta tramite un’amica è stata proprio EFT, nel lontano 2012.
Dopo aver letto e guardato video sulla tecnica, mi sono iscritta ad un corso amatoriale e l’EFT è diventata subito una risorsa importante che applicavo prevalentemente su me stessa per le più svariate situazioni.
Negli anni, il desiderio di ritornare a studiare è riemerso e mi sono iscritta al corso di Naturopatia, durante il triennio ho conosciuto i fiori di Bach, me ne sono innamorata, tanto da iscrivermi successivamente al Bach Centre e diventare Floriterapeuta.
Lo scorso anno, durante le vacanze in montagna, il mio compagno ha vissuto una situazione di ansia prima di affrontare un’ escursione e per aiutarlo abbiamo fatto dei giri di eft uniti all’assunzione del Rescue Remedy (rimedio di pronto soccorso di E. Bach).
L’ansia si è placata e ha voluto affrontare il percorso.
Questa situazione è stata la scintilla che ha acceso in me l’idea di provare ad associare EFT ai fiori di Bach.
Ho contattato Andrea Fredi e, dopo un percorso individuale creato ad hoc di EFT-i , eccomi qua a scrivere la mia tesina!
Tesina nata un po’ per caso, grazie ad una proposta di scambio Reiki.
“ DAL DOLORE DI UN LUTTO….UN VIAGGIO DI CONSAPEVOLEZZA”
Francesca ha 49 anni è sposata e ha 2 figli (una femmina e un maschio) maggiorenni. Qualche mese fa, per un incidente stradale, ha perso il cognato (marito della sorella minore).
Francesca ha voluto lavorare con EFT riguardo questo doloroso lutto. Su sua richiesta, abbiamo iniziato a lavorare sul DOLORE che provava e sul desiderio di ricevere un SEGNO da lui.
Ho utilizzato inizialmente il “mi amo e mi accetto” e i primi due giri si sono focalizzati sia sul dolore che provava sia sull’accettarsi e amarsi anche se segni tangibili non sono arrivati
In un secondo momento le ho chiesto di quantificare il dolore da 1 a 10 e ha dato il punteggio massimo dicendomi che, dopo la morte del cognato, non ha avuto la possibilità di vivere il suo dolore perchè ha dovuto e voluto focalizzarsi sul dare aiuto e sostegno alla sorella e alle nipoti.
Abbiamo dedicato alcuni giri, utilizzando il “panta rei”, sempre sul dolore vissuto e sull’entità di questo dolore. Dopo qualche giro da 10 è passata ad un livello 8.
E se avesse una forma e un colore questo dolore come sarebbe? “sarebbe un cerchio grigio” è stata la sua risposta.
Ho utilizzato la “forma e colore” per coinvolgere l’emisfero destro in quanto è il centro dell’intuizione, della capacità di comprendere qualcosa senza l’uso della ragione. Sia colore che forma si sono modificati dopo un giro di EFT-i.
E se questo dolore dovessi collocarlo in una parte del corpo, dove lo collocheresti? “ nella gola” è stata la risposta immediata.
Perfetto, lavoriamo sul dolore che si trova nella gola. “anche se provo un forte dolore che è collocato nella gola, tutto questo può cambiare e il cambiamento inizia da me”.
Francesca ha fatto molta fatica a ripetere le frasi durante il giro di EFT-i e ad un certo punto sembrava quasi volesse fermarsi, ripeteva le frasi a fatica e con voce strozzata. Al termine del giro ha dichiarato che voleva fermarsi e smettere di picchiettare ma è andata avanti ugualmente e ha ammesso che è stato un bene perchè nel concludere il giro si è sentita meglio e nel terminare la frase ha iniziato a piangere dicendo “non so il motivo, ma sentivo che sarebbe successo qualcosa di grave a mio cognato”. Nel chiederle se era cambiato qualcosa , è emersa la forte preoccupazione per sua sorella e le sue nipotine, ma molto di più per la sorella e che il voler ricevere un segno non era tanto per lei ma per sua sorella.
Le ho chiesto di definire meglio la preoccupazione per la sorella ed è emerso che è molto preoccupata, la chiama tutti i giorni, più volte al giorno e se lei non risponde va in ansia. Abbiamo lavorato su quest’ansia e preoccupazione per la sorella con la tecnica panta rei, “anche se sono molto preoccupata per mia sorella e a tratti forse ho un eccesso di preoccupazione e paura , tutto questo può cambiare e il cambiamento inizia da me”
Man mano che andavamo a picchiettare emergevano sempre più informazioni….
La preoccupazione non era solo preoccupazione ma anche senso di protezione
eccessiva che ha sempre avuto fin da piccola nei confronti della sorella
Su questa frase le si è sbloccato un ricordo……Quando erano piccole Francesca si comportava da mamma con con sua sorella e se la madre diceva qualcosa o la sgridava lei ne era infastidita.
Abbiamo allora lavorato sull’eccesso di accudimento nei confronti della sorella, che non è figlia ma sorella.
Lavorare su questa tematica l’ha stancata molto e ho preferito fermarmi e parlarle dei fiori di Bach emersi che durante la sessione.
Il nostro secondo incontro si è svolto volutamente in natura, ho pensato di proporle la sessione di EFT-i nel “verde” per i benefici che porta lo stare nel bosco e il sedersi accanto gli alberi.
Prima di iniziare abbiamo camminato sia nel bosco che a piedi nudi nell’acqua.
Rigenerate da questa pratica, abbiamo iniziato la sessione vera e propria.
Dopo un breve riassunto di ciò che è emerso nel precedente incontro e di come era terminata la sessione, Francesca ha dichiarato che dopo lo sfogo di pianto avuto durante la precedente sessione, quella parte del “sentivo che sarebbe successo qualcosa di grave”, sente di averla lasciata andare.
Ho spiegato che l’EFT muove energia e soprattutto da voce e, dare voce al non detto, aiuta e può portare ad una risoluzione.
Durante la settimana ha pensato di provare a lavorare con una costellazione familiare riguardo al rapporto con la sorella e chiedere a quest’ultima di partecipare.
Nel parlare è emerso un altro ricordo riguardo l’ultima costellazione fatta insieme alla sorella (dove Francesca era solo spettatrice e non parte attiva).
Quando è stata scelta una persona dal pubblico ad interpretare la madre , a Francesca ha dato molto fastidio e ha provato gelosia e vedendo sua sorella che non riusciva a lasciarsi andare ha pensato “per forza non ti lasci andare con nostra mamma, tu devi venire da me!” e voleva portarla via allontanarla e avvicinarla a se.
Intervengo dicendo che sua sorella, essendo una donna adulta e madre di due figlie, deve camminare con le sue gambe e bisogna lasciarla camminare da sola.
Francesca concorda e dice che è proprio cosi, quindi iniziamo la sessione di EFT-i sul lasciare che la sorella cammini con le sue gambe e che il suo ruolo è quello di sorella che sostiene e non di mamma.
“Anche se è arrivato il momento che io mi stacchi da mia sorella e la lasci camminare con le sue gambe, perchè lei è una persona adulta e io ho la mia famiglia, so che tutto questo può cambiare e il cambiamento parte da me. Posso lasciare andare e osservarla da lontano camminare con le sue gambe, io ci sono sempre e posso osservarla da lontano, come farebbe una sorella….. Per anni ho svolto il ruolo di mamma ma tutto questo può cambiare e il cambiamento parte da me.” Francesca si sente più serena, nessuna parola detta l’ha infastidita e abbiamo continuato i giri di EFT-i riguardo il suo ruolo materno nei confronti della sorella. Abbiamo lavorato sul cambiamento che è già in atto e sull’accettazione che tutto questo avvenga. Andando sempre più in profondità Francesca dichiara che molto spesso anzi, quasi sempre ,quando parla del fidanzato di sua figlia sbaglia e dice , il “fidanzato di mia sorella”.
Come se vedesse sua figlia come sorella e sua sorella come figlia.
Di colpo, come se prendesse coscienza di questa situazione dice testuali parole “vedo mia figlia come una sorella questa cosa deve cambiare, non va bene, lei è mia figlia!”
Riconosce anche che la figlia a casa si comporta da mamma, sia nei suoi confronti che nei confronti del fratello.
Iniziamo a lavorare proprio sulle parole dette da Francesca e dopo un giro di EFT-i emerge che la figlia nei suoi confronti è sempre arrabbiata.
C’è proprio un conflitto aperto, un gioco di ruoli dove ognuno deve ritrovare la giusta collocazione.
Ricominciamo a lavorare sui ruoli all’interno della famiglia utilizzando il “panta rei”, ripetendo più volte i ruoli corretti. Francesca riconosce che deve lavorare su questa situazione. E su questa affermazione ricominciamo a lavorare sulla situazione che deve cambiare e sul fatto che se il cambiamento parte da lei, tutta la struttura familiare può cambiare.
Cerco anche di inserire delle affermazioni provocatorie : “ma sono davvero pronta a vedere mia sorella come una sorella?” “a vederla camminare con le sue gambe? E sono pronta a riconoscere mia figlia come figlia?.
Dopo un respiro profondo dichiara: “ Si, voglio proprio farla questa cosa, sono
pronta, è arrivato il momento”
Dopo questa affermazione fa un grande respiro e vedo Francesca molto stanca e decido di chiudere la sessione.
Concludiamo con la preparazione del boccettino dei fiori di Bach I fiori emersi durante EFT-i sono:
– STAR OF BETHLEHEM: rimedio dello shock e per il grave senso di perdita e di dolore che lo possono accompagnare. Il suo effetto è quello di consentire alla
persona di riacquistare serenità, sblocca l’energia e c’è un superamento e
un’integrazione del trauma.
– RED CHESTNUT: questo rimedio aiuta a placare i timori esagerati che si possono provare per i propri cari e consente di trasmettere loro una sensazione di serenità. Si smette di preoccuparsi per i propri cari ma ci si occupa di loro.
– MIMULUS , rimedio per le paure concrete, per le ansie che emergono nella
quotidianità. Questo fiore, fornisce il coraggio che permette alla persona di
affrontare i problemi della vita quotidiana senza essere disturbato dall’ansia.
– WALNUT: per aiutarla a sostenersi nel momento del cambiamento non voluto, se vissuto con difficoltà. Facilita il passaggio o l’adattamento alle nuove condizioni
– CHESTNUT BUD: per aiutarla a non ripetere gli stessi errori e ad imparare
dall’esperienza.
La sera le mando, su sua richiesta, un video con i punti di EFT da picchiettare, in modo tale che durante la settimana può praticare.
Nel terzo incontro propongo di andare sempre in natura, nello specifico porto Francesca in un bosco di Querce in quanto lo SPIRITO DELLA QUERCIA aiuta a prendere contatto con la propria dimensione spirituale e ci mostra come fare la nostra parte negli aspetti materiali della vita.
La quercia è madre, saggia, resiliente, alimenta la concretezza e mostra come realizzare i nostri propositi……il suo messaggio è “IO CI SONO”
Sedute accanto ad una quercia iniziamo la sessione di EFT-i facendo il riassunto
dell’incontro precedente e le chiedo un resoconto della settimana. Francesca non ha pensato a quello che è emerso e non ha neanche picchiettato ma
sente di voler continuare sulla tematica “ruoli familiari”.
Riguardo alla sorella, ha capito che si sta comportando da madre.
Di sicuro c’è da lavorare ma sente che, adesso che ha riconosciuto e portato alla luce il suo modo di porsi, il cambiamento si è innescato e quindi vorrebbe lavorare sul rapporto con la figlia.
Iniziamo: “anche se, riconosco che con mia figlia c’è stato una definizione errata dei ruoli, questa situazione può cambiare e creerò le condizioni per cui cambi, perchè è da definire il mio ruolo di madre e il suo ruolo di figlia”
Dobbiamo definire i ruoli familiari, ognuno ha il proprio ruolo, c’è una madre, che sono io e una figlia, che è lei. Io sono la mamma, lei la figlia.
Terminato il giro Francesca dice che sul termine “definiamo i ruoli” le è passato per la mente che la figlia ultimamente non tollera il padre, gli risponde a tono e questo perchè il padre brontola e si lamenta spesso.
Sente che la figlia non ha ben chiaro i ruoli familiari, spesso riprende il fratello anche davanti a Francesca.
Quindi riprendiamo EFT proprio su questo: “anche se mia figlia non ha chiaro il suo ruolo di figlia e tende ad oltrepassare i limiti, sia nei confronti del fratello che dei miei, tutto questo può cambiare e il cambiamento deve partire da me. Mettere dei limiti, mettere dei paletti, verbalmente dicendo “la mamma sono io “ sia quando si comporta da mamma con il fratello, sia quando fa la mamma con me. Definire i ruoli. Inizierò io a definire i ruoli…. la aiuterò e sosterrò nel cambiamento”.
Dopo aver fatto un respiro profondo Francesca dice che verbalmente lei lo sta già facendo ma rimangono frasi astratte.
Allora facciamo un giro dove lavoriamo non sul dichiarare a voce i ruoli ma sul
comportamento.
“Anche se ci sono da definire dei ruoli, soprattutto mia figlia deve riuscire a capire il suo ruolo, penso che con il mio esempio, il mio cambiamento, questa situazione può evolvere, io intendo che la situazione cambi e sarò io ad innescare il cambiamento. Questa situazione voglio che evolva, che si definisca e con il mio esempio e comportamento aiuterò mia figlia a capire che è figlia. Sarò io a dare l’esempio, con il mio essere madre, saggia e resiliente come una quercia”
Respiriamo insieme e Francesca dice di aver percepito una sensazione di FIDUCIA che questa situazione possa cambiare e sulla parola fiducia ricominciamo un giro di EFT-i.
“Anche se i ruoli non sono definiti, io sono fiduciosa che con il mio esempio e
comportamento i ruoli saranno più chiari e definiti e sarò io ad innescare questo
cambiamento.
Sarò io, con il mio esempio, sarà il mio comportamento, saranno le mie azioni che faranno capire a mia figlia che sono io la mamma e la sosterrò nel cambiamento, che di riflesso cambierà perchè cambierò io. La sosterrò dicendole “io sono qui”.
Francesca dice che sente che il cambiamento avverrà.
Se prima non era una sua priorità ora sente che il lavoro è da fare, soprattutto per la figlia che deve vivere la sua adolescenza.
Entrambe sentiamo che è il momento di fermarci e concludiamo con la parola FIDUCIA!
E’ stato un percorso profondo, è stata data voce al non detto, al non ammesso.
Partendo dal dolore provato per un lutto, Francesca ha affrontato un vero e proprio “viaggio di consapevolezza”.
Alessandra Balduzzi ( alebaldic@virgilio.it cell: 349 6824476)
