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Strategie e approcci di EFT Integrata

EFT Integrata è un metodo che coinvolge spirito, mente e corpo verso l’equilibrio.

EFT Integrata è TAI sono metodi che coinvolgono spirito, mente e corpo verso l’equilibrio. L’espansione della coscienza è l’effetto principale di EFT-i e TAI, tuttavia sono consapevole che per molti la leva motivazionale, almeno all’inizio, possa essere il miglioramento fisico, il benessere emotivo o l’ottenimento di risultati.

Quando applichi un metodo significa che desideri cambiare qualcosa, sia riducendo ciò che ti procura disagio sia amplificando ciò che ti da soddisfazione. In entrambi i casi devi muovere energia, ovvero favorirne la transizione da uno stato di stasi ad uno di flusso.

Per muovere energia abbiamo a disposizione tre modalità, combinate nei modelli di EFT-i e TAI:

• Intento
• Parola
• Stimolazione del sistema energetico (Meridiani oppure Dantian)

INTENTO

Rappresenta la leva che muove il mondo, l’origine del cambiamento. Quando desideri guarire, vincere, smettere di fumare, apprendere come parlare in pubblico, etc. stai nutrendo un intento. Esso, se sufficientemente focalizzato, è il timone che guida le trasformazioni ed i risultati.

PAROLA

Le parole sono i veicoli dell’intento, da sole possono muoverlo e dargli forza, possono bloccarlo oppure manifestarlo. Le parole descrivono una situazione e aiutano a renderla più chiara, permettono anche di orientare le energie di un individuo verso ciò che desidera.

Spesso bastano certe parole per favorire la transizione della coscienza da uno stato ad un’altro.

STIMOLAZIONE DEL SISTEMA ENERGETICO

Ogni essere umano è un complesso intreccio di organi, sistemi e funzioni. Alcuni di essi sono ben conosciuti mentre altri non sono considerati dalla scienza “ufficiale”, che peraltro evita accuratamente di studiarli. Basti pensare ai Dantian, elemento principale delle arti marziali interne, oppure ai Meridiani, sistema chiave della Medicina Tradizionale Cinese.

Anche chi non crede nell’esistenza dei Dantian o dei Meridiani ne è dotato, e può trarne dei benefici stimolandoli. L’attivazione dei sistemi attraverso picchiettamento, massaggio o pressione dei punti consente di muovere energia e quindi favorire quello spostamento della coscienza dallo stato cristallizzato a quello di flusso.

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I metodi


SET: (Simple Energy Techniques ovvero Tecniche Energetiche Semplici). Ideata dagli australiani Lake & Wells, prevede la stimolazione dei punti mentre si focalizza l’attenzione su ciò che necessita un cambiamento (dal sintomo fisico all’oggetto della paura). La sua facilità di esecuzione la rende ideale per i principianti. Di SET esiste anche la versione “indiretta” nella quale il praticante non pensa ad alcun disagio o problema mentre attiva i punti. In questo caso si nota spesso un miglioramento generale del livello di stress.

CAS-SET: ideata da Andrea Fredi nel 2010, unisce SET all’approccio denominato “Borrowing Benefits” ovvero “Vantaggi Condivisi”. Il praticante pensa ad una tematica che desidera risolvere e/o migliorare, trova un simbolo che la contraddistingua (immagine, parola, etc.) e visualizza di inserire questo simbolo in un cassetto della sua mente (immagina di avere un cassetto che si infila nelle profondità della sua scatola cranica. Dopo aver “chiuso il cassetto” pratica SET durante la giornata, SENZA pensare a ciò che ha messo nel cassetto bensì svolgendo attività che assorbano l’attenzione. Con un po’ di allenamento sarà il subconscio ad occuparsi della tematica senza alcuna sofferenza da parte del praticante.

PREPARAZIONE ALLA PRATICA

Prima di iniziare una sessione consiglio di incrociare le mani all’altezza del cuore pensando o pronunciando questa frase: “IO SONO ORIGINE”. Essa ha la funzione di ricordare al praticante il suo potere di co-creatore. Tale frase può essere ripetuta quante volte lo si desidera, per mantenere la consapevolezza del proprio intento creativo.

EFT-i: l’incipit ideale per focalizzare al meglio la problematica, identificare le resistenze al cambiamento e iniziare a smantellarle. Si stimola uno dei punti pronunciando questa frase: “Anche se (descrizione del problema) tutto questo può cambiare, e cambia mentre lo osservo/e intendo che cambi”. Si prosegue con l’attivazione di altri punti mentre si osserva cosa emerge alla mente. Un fattore fondamentale è notare eventuali “fanalini di coda” alla fine della frase. Se dopo aver detto “e intendo che cambi” sorge in automatico un pensiero che svaluta o nega questa volontà, sarà necessario trattarlo con una nuova frase, ad esempio: “Anche se penso di non volere/potere veramente cambiare, perché _____________, tutto questo può cambiare e intendo che cambi”. Ogni nuovo elemento (pensieri, immagini, ricordi, etc.) va trattato inserendolo in una nuova frase, oppure passando a TAI.

TAI –  Una volta individuata la problematica si portano le mani sul Primo Dantian pronunciando questa frase a voce normale: “Libero l’energia trattenuta (nella scena, nella persona, nel ricordo, nella credenza, nella fantasia, etc.)”. Dopo l’enunciazione è importante prendersi una pausa di elaborazione, durante la quale si resta in uno stato di osservazione e si osservano i probabili segnali di rilascio (sbadigli, sospiri, brividi, etc.) ai quali farà seguito una seconda frase: “Lascio andare tutti gli attaccamenti a (scena, persona, ricordo, credenza, fantasia, etc.)”. Qualsiasi altra cosa emerga (immagini, ricordi, parole, simboli, etc.) potrà essere oggetto di un nuovo ciclo, effettuato sui Dantian Intermedio e Superiore.

Queste aree corrispondono ai tre cervelli “in dotazione” agli esseri umani. Focalizzarti su di essi mentre pronunci le frasi contribuisce ad accordarli tra loro. Inoltre è importante sottolineare che questo metodo non funziona con chiunque. Per trarne risultato è spesso necessario aver già fatto un buon lavoro su di sé.

TAI Generativa: se le precedenti servono a riportare in flusso l’energia congelata, questa strategia è ottima per focalizzare l’intento verso un determinato risultato. Trova applicazione in qualsiasi ambito nel quale vi sia un desiderio di manifestare qualcosa, dal vincere a carte al trovare un lavoro o un partner. Questa strategia prevede la focalizzazione sui tre Dantian durante l’enunciazione della frase: “Oriento tutta l’energia disponibile verso (desiderio)”. La frase viene ripetuta varie volte, anche nella mente, per rafforzare l’intento.

GLI APPROCCI

Una volta apprese le strategie che compongono EFT-i è necessario comprendere quando e come utilizzarne una piuttosto che un’altra. In linea di massima SET e CAS-SET possono essere applicate per qualsiasi tipo di problematica. Dal sintomo fisico alla paura, dal dolore emotivo alla tensione agonistica, queste due tecniche portano risultati e sono relativamente facili da applicare.

Diverso è il caso per TAI, concepita secondo l’antico motto alchemico “Solve et coagula” ovvero prima sciogli il vecchio per poi creare il nuovo. Le prime strategie appartengono al “solve”, mentre la Generativa rientra nella fase “coagula”. In generale, se la problematica non è ben definita, oppure se è una reazione e non una causa, è bene iniziare con EFT-i per poi proseguire con TAI.

Esempi:

Dolore alla schiena. “Anche se ho questo dolore alla schiena, tutto questo può cambiare e cambia mentre lo osservo”. Chiaramente è importante porsi come osservatori del dolore (anche se può non essere facile) mentre si pronuncia la frase e si stimolano i punti. A seguire, una formula speciale di TAI: “Libero l’energia e le informazioni contenute in questo sintomo”, e osservo ciò che emerge.

Paura di cambiare. “Anche se ho paura di cambiare, essa può cambiare ed io intendo che cambi”. Dopo questo incipit il praticante osserverà cosa emerge alla mente, e pronuncerà nuovamente la frase su ciò che appare rilevante. Poi applicherà TAI sul “triangolo dell’energia”, ovvero su eventi, fantasie e credenze che emergono alla mente.

• Ricordo di un incidente in auto. In questo caso pronunciare la frase “Anche se ho vissuto questo incidente tutto questo può cambiare” è palesemente illogico. Il passato è passato ed il fatto compiuto non cambia, tuttavia può variare il modo con il quale è stato archiviato e le reazioni che genera. Una frase ottimale sarà pertanto: “Anche se ho vissuto questo incidente e ancora oggi ne soffro perché lo reputo un’ingiustizia, tutto questo può cambiare e intendo che cambi”. L’evento è sempre soggettivo, pertanto cambiare il modo di valutarlo determina una importante variazione nelle reazioni ad esso.

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DOPO IL SOLVE, COAGULA!


Le prime strategie servono a dissolvere i vecchi schemi di pensiero, le percezioni congelate e le credenze limitanti. Una notevole quantità di energia (coscienza) torna disponibile, pronta per essere utilizzata per nutrire idee e progetti. TAI Generativa aiuta a focalizzare l’intento verso ciò che si desidera maggiormente, i propri scopi.

Formularla più volte al giorno permette di orientare senza attaccamento, requisito fondamentale per ottenere risultati senza troppa fatica. Ci ricorda anche la natura creatrice dell’essere umano e la sua connessione con il mondo delle infinite possibilità.

I SEGNALI DEL CAMBIAMENTO

Quando si applicano le Tecniche Energetiche (TE) si notano spesso delle reazioni che vanno interpretate come segnali di cambiamenti in corso, ovvero dell’efficacia delle TE stesse. Probabilmente già facendo gli esercizi avrai notato un incremento degli sbadigli, dei sospiri e magari un senso di temporaneo torpore.

Ebbene, sono tutti indicatori di una variazione d’assetto del tuo sistema energetico, il quale viene portato a ricalibrarsi per trovare un nuovo (e più funzionale) equilibrio. Tra i segnali troviamo, oltre ai summenzionati: brividi, sensazione di corrente interna, digestione (anche in assenza di cibo), movimenti intestinali, umido attorno agli occhi, confusione temporanea, un generale acuirsi dei sensi.

Difficilmente si presentato tutti questi segnali in una volta, ma spesso se ne vivono due o tre. Il fatto che si presentino fornisce preziose indicazioni al praticante.

AUTO-COACHING O LEZIONE GUIDATA?

Una domanda che sorge spontanea è: queste tecniche vanno praticate in autonomia oppure sotto la guida di un esperto?

La risposta è: entrambe.

EFT Integrata e TAI possono benissimo essere praticate in autonomia, anche e soprattutto per sviluppare sovranità interiore.

Essere completamente dipendenti da un esperto è qualcosa che non appartiene alle Tecniche Energetiche, piuttosto è il retaggio di un vecchio modo di concepire la relazione d’aiuto. Iniziare praticando in autonomia (ricordandosi che chiunque applica questi metodi si prende la completa responsabilità del loro utilizzo e degli effetti che possono dare, vedi il disclaimer), per esempio sulle problematiche con un contenuto emotivo meno intenso, è azione sensata e funzionale.

L’utilizzo di EFT-i e TAI su sintomi fisici, paure, blocchi alle prestazioni, lievi conflitti relazionali, stress è relativamente semplice. In presenza di sofferenza intensa come nel caso di ricordi dolorosi, forti paure, blocchi al cambiamento, etc. spesso non si sa da dove iniziare, soprattutto se non si ha avuto accesso alla formazione. Essa rappresenta la chiave di volta per passare da semplice fruitore del metodo a praticante attivo, che lo utilizza scientemente per progredire nel suo sentiero interiore.

In alcune occasioni, quando la problematica persiste e non si vede via d’uscita, rivolgersi ad un esperto per una sessione di coaching con EFT-i e TAI è la via più efficace.

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