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La ritardataria

La ritardataria

 

Oggi ho fatto questa bella esperienza.
Sono sempre grata alle persone che vengono da me, è una grande opportunità!

Innanzi tutto Nella (nome fittizio) è in ritardo… non è la prima volta e ci ridiamo su, ma giacché ci conosciamo da tempo e abbiamo sperimentato su più situazioni EFT e Logosintesi, mi racconta che quando aveva preso appuntamento (7gg fa) voleva parlarmi di un altro argomento, ma che ora si rende conto che è meglio parlare di questo ritardo cronico che continua a caratterizzarla, “mi odio per questo”. Cominciamo con un giro di EFT su “tutti mi conoscono come la ritardataria e si stupiscono se arrivo puntuale”.
Mentre picchiettiamo, mi dice che questo suo modo di fare (mi odio per questo) la porta comunque e sempre ad attingere a delle risorse che neanche lei sa di avere e quindi, anche le situazioni un po’ difficili diventano “divertenti” per come riesce a risolverle.
La cosa si fa interessante e viene fuori che il suo modo di comportarsi le ricorda una bambina pestifera che però si diverte tanto.
Picchiettiamo, picchiettiamo! Anche se sono come una bambina pestifera che vorrei menare, mi amo e mi accetto. Risata liberatoria.

Benché l’atmosfera sia meno intensa (il disagio per la rabbia provata è sceso da 8 a 3) la cosa è ben lungi dall’essere risolta, infatti Nella mi racconta che lei è sempre stata una bambina buona e rispettosa, un’adolescente tranquilla e seria, tutto il contrario di questa bambina pestifera che la fa arrivare in ritardo. Oltretutto, Nella ha appena trovato il lavoro che voleva (ma questa è un’altra storia da raccontare) ed è terrorizzata dal fatto che se andrà avanti con questa “brutta abitudine” potrebbe rischiare di perdere una cosa per lei importante e per la quale ha lavorato tanto. Il disagio è rappresentato da una paura 9.

Picchiettiamo sulla paura, sulla frase “sono sempre la solita”, sul “mi odio perché non riesco a fare diversamente” e quando ci fermiamo, Nella accetta il fatto che “mettersi nei guai” è anche divertente, anzi forse l’unico modo che ultimamente ha per divertirsi.
Le chiedo se non è il caso di trovare un accordo con la piccola Nella -che a quanto pare invece ha molta voglia di giocare- per trovare il momento giusto per divertirsi e in cambio poter fare affidamento sulla capacità adulta di essere puntuale per andare al lavoro.
“mi sembra un’ottima soluzione”, risponde Nella – paura 5.
Cosa ci vorrebbe, le chiedo per far scomparire la paura? Ride. Bisognerebbe far sparire la parola “la ritardataria”…
Facciamo Logosintesi!
Dov’è la parola “la ritardataria” nel tuo spazio personale?
E’ una colomba bianca sulla spalla. Recupero tutta la mia energia legata a questa colomba bianca che ho sulla spalla.
Dopo qualche minuto osservo che si è molto rilassata e le chiedo cosa succede?
Mi dice che sente tanto freddo e si copre, adesso vede la colomba verso i piedi. Io sento dei brividi che mi percorrono, come se qualcosa si fosse mosso da molto lontano. Non mi faccio distrarre e procediamo con la seconda frase.
Dopo qualche minuto le chiedo cosa osserva e Nella mi dice che si sente leggera, in pace.
Procediamo con la 3a frase di recupero.
Sembra che stia dormendo, le parlo piano per riportarla in uno stato cosciente. Non ha mai provato una pace così profonda durante un trattamento -dice-.
Quando si riprende dice: “ho tanta energia, adesso so cosa devo fare!”.
Dopo qualche giorno mi ha chiamato per dirmi che ha “attirato magicamente” una situazione in cui si sta divertendo tanto e al lavoro ha il rispetto di tutti -anche se è l’ultima arrivata del gruppo- e non è mai stata in ritardo….
It’s a kind of magic…. cantavano i Queen in sottofondo…

 

Autrice riservata

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